Spettacolomagazine

Il nostro blog è un punto di incontro per gli appassionati di Arte e Spettacolo, con un focus speciale sulla Danza. Ogni settimana esploriamo diversi stili, dal balletto classico alle avanguardie moderne, celebrando i ballerini e coreografi che danno vita a esibizioni straordinarie. Accanto alla danza, trattiamo teatro, musica, cinema e pittura, analizzando opere e intervistando personalità del mondo artistico. Dedichiamo attenzione anche a figure storiche e contemporanee che hanno influenzato l’arte, offrendo uno spazio per le tendenze e le novità. Vogliamo essere una guida che ispira e connette persone di tutto il mondo attraverso il linguaggio universale dell’arte. Unitevi a noi per un viaggio tra emozioni e creatività.

Come affrontare un cambio costume rapido

Un cambio costume rapido è uno dei momenti più delicati dell’organizzazione dietro le quinte di uno spettacolo teatrale. Un interprete può uscire di scena con un abito e dover rientrare pochi secondi dopo completamente trasformato, talvolta con scarpe, accessori, parrucca o elementi di trucco differenti.

Il risultato può apparire semplice al pubblico, ma richiede una preparazione molto precisa. Il costume deve essere disposto nel giusto ordine, l’area di cambio deve rimanere libera, ogni persona coinvolta deve conoscere il proprio compito e i movimenti devono essere provati quasi come una piccola coreografia.

Nei manuali di stage management il quick change viene definito proprio come un cambio di costume estremamente rapido che avviene durante la rappresentazione, spesso direttamente dietro le quinte anziché nel camerino.

La velocità, però, non è il primo obiettivo.

Prima vengono ordine, ripetibilità e sicurezza.

Perché il cambio rapido viene preparato in anticipo

Un cambio costume non dovrebbe essere scoperto durante la prima replica.

Già durante le prove tecniche viene analizzato il tempo disponibile tra l’uscita dell’interprete e il suo successivo ingresso. Lo stage management e il reparto costumi devono sapere quali cambi siano particolarmente stretti e quali richiedano un’area dedicata o l’intervento di uno o più dresser. I manuali di produzione teatrale prevedono infatti liste dei cambi, assegnazione del personale e prove specifiche per quelli più complessi.

Il tempo reale comprende molto più dell’atto di vestirsi.

Bisogna considerare:

  • uscita dalla scena;
  • percorso fino al punto di cambio;
  • rimozione del primo costume;
  • eventuale sistemazione di microfoni;
  • vestizione;
  • scarpe e accessori;
  • controllo finale;
  • percorso verso l’ingresso successivo.

Un cambio apparentemente lungo trenta secondi può quindi lasciare pochissimo tempo effettivo per il costume.

Per questo il percorso viene studiato insieme alla vestizione.

Se il camerino si trova troppo lontano, il cambio può essere predisposto direttamente in quinta o in una piccola area protetta dietro la scena.

Preparare una postazione di quick change

L’area destinata al cambio rapido deve essere organizzata per quella specifica sequenza.

Non è un guardaroba generico.

Tutto ciò che serve deve trovarsi nella posizione nella quale verrà utilizzato. Il personale di costume prepara infatti i capi nell’ordine d’uso proprio per rendere più efficienti le procedure di quick change. Questa organizzazione rientra anche tra le attività professionali riconosciute per i costume attendants e i dresser.

Una postazione può comprendere:

  • costume successivo già aperto;
  • scarpe orientate correttamente;
  • accessori;
  • cappelli;
  • parrucche;
  • contenitore per il costume appena tolto;
  • eventuali salviette;
  • piccoli strumenti per emergenze;
  • illuminazione tecnica discreta.

Il principio fondamentale è eliminare ogni ricerca.

Durante il cambio non dovrebbe essere necessario domandarsi dove siano un guanto, una cintura o una scarpa.

Anche l’orientamento dei capi è importante.

Una giacca appesa chiusa richiede più operazioni di una giacca già aperta e pronta per ricevere le braccia. Una scarpa girata nella direzione sbagliata può far perdere secondi preziosi. Un accessorio posizionato sotto un altro costume può interrompere l’intera sequenza.

Nelle produzioni con molti cambi, ogni elemento può essere separato ed etichettato affinché sia immediatamente riconoscibile. I responsabili di guardaroba preparano questi preset prima dello spettacolo e controllano che ogni pezzo sia tornato al proprio posto dopo la replica.

Il ruolo del dresser

Il dresser è la persona del reparto costumi che assiste gli interpreti durante vestizione, manutenzione dei costumi e cambi rapidi.

Durante un quick change non svolge semplicemente il ruolo di aiutante.

Conosce la successione completa delle operazioni.

Può sapere, per esempio, che prima deve essere aperta una giacca, poi sganciata una gonna, quindi liberato un microfono e infine infilato il costume successivo. Un secondo dresser potrebbe occuparsi contemporaneamente delle scarpe o di un accessorio.

Le linee guida dei dipartimenti teatrali assegnano esplicitamente ai dresser la preparazione dei costumi e l’assistenza nei cambi che avvengono fuori scena.

La collaborazione funziona meglio quando le responsabilità sono stabili.

Se durante ogni replica persone diverse compiono azioni differenti, aumenta il rischio di sovrapposizioni: due mani cercano lo stesso gancio mentre nessuno prepara la scarpa.

Un cambio ben organizzato può quindi essere diviso in compiti precisi:

Dresser 1

Rimuove il costume superiore e prepara il nuovo capo.

Dresser 2

Gestisce gonna, pantaloni o scarpe.

Interprete

Mantiene una posizione concordata, solleva le braccia nei momenti stabiliti e collabora senza anticipare casualmente i passaggi.

Quando necessario, altre figure possono occuparsi di parrucche, trucco o microfoni.

Più il tempo è ridotto, più la divisione delle responsabilità diventa importante.

Il costume stesso può essere progettato per il cambio

Non tutti i costumi vengono costruiti nello stesso modo.

Quando un abito deve essere tolto o indossato rapidamente, il reparto costumi può modificarne la struttura per rendere il cambio più semplice. Nei laboratori teatrali vengono considerate appositamente le esigenze dei quick change durante progettazione e realizzazione dei capi.

Alcune chiusure tradizionali possono essere sostituite o integrate con sistemi più veloci.

Tra le soluzioni utilizzate nel teatro professionale compaiono, secondo le necessità del costume:

  • automatici;
  • ganci;
  • elastici;
  • chiusure a strappo;
  • magneti;
  • sistemi di apertura rapida.

Produzioni professionali utilizzano il cosiddetto quick rigging, cioè l’adattamento del costume affinché possa essere aperto o chiuso in tempi molto ridotti; strutture teatrali come il Denver Center for the Performing Arts documentano l’impiego di sistemi quali magneti e Velcro in specifiche produzioni.

Un’altra strategia è la sovrapposizione.

Una parte del costume successivo può essere già indossata sotto quello precedente. Al momento del cambio viene quindi rimosso lo strato esterno anziché costruire l’intero nuovo abito da zero.

Questa soluzione deve però essere valutata considerando temperatura, libertà di movimento, visibilità degli strati e comfort dell’interprete.

Il costume deve rimanere credibile in scena prima ancora di essere rapido dietro le quinte.

L’ordine delle azioni

Uno dei principi più importanti consiste nel trasformare il cambio in una sequenza sempre uguale.

L’ordine non dovrebbe essere improvvisato a ogni replica.

Una successione potrebbe essere:

  1. arrivo nella postazione;
  2. apertura del costume precedente;
  3. uscita da maniche o pantaloni;
  4. rimozione degli accessori;
  5. ingresso nel nuovo costume;
  6. chiusura;
  7. cambio delle scarpe;
  8. applicazione degli accessori;
  9. controllo finale;
  10. ingresso in scena.

L’ordine reale dipende naturalmente dal costume.

La parte importante è che venga provato e mantenuto.

Anche piccoli comportamenti devono essere concordati. L’interprete deve sapere dove appoggiare le mani, quando sollevare un piede e in quale direzione girarsi.

In questo senso un quick change assomiglia a una coreografia tecnica.

Ogni movimento possiede un motivo.

Un passo non necessario, una rotazione aggiunta o una mano portata nel punto sbagliato possono rallentare la persona che sta lavorando sulla chiusura.

Perché il cambio deve essere provato

Le produzioni teatrali prevedono vere e proprie quick change rehearsals, cioè sessioni dedicate alla prova dei cambi costume.

Durante queste prove viene verificato il tempo reale.

La prima esecuzione viene normalmente svolta senza cercare la massima velocità. Serve a stabilire la sequenza corretta.

Successivamente il cambio viene ripetuto, eliminando operazioni superflue e chiarendo le responsabilità.

Soltanto quando il procedimento è stabile diventa utile cronometrare.

La prova può rivelare problemi difficili da prevedere sulla carta:

  • una manica rimane incastrata;
  • una chiusura è difficile da raggiungere;
  • le scarpe richiedono troppo tempo;
  • il tessuto si arrotola;
  • un accessorio interferisce con il microfono;
  • il percorso dalla scena è più lungo del previsto;
  • due persone non hanno spazio sufficiente per lavorare.

La soluzione può consistere nel modificare il costume, cambiare la postazione oppure rivedere un elemento della messa in scena.

Non sempre la risposta corretta consiste semplicemente nel chiedere maggiore velocità.

Il costume tolto deve essere gestito

Un quick change non termina quando l’interprete indossa il nuovo costume.

Anche ciò che è stato appena rimosso deve essere gestito.

Lasciare scarpe, gonne o accessori sul pavimento di una quinta crea un problema di sicurezza e rende più difficile il cambio successivo.

Per questo viene stabilito in anticipo dove depositare ciascun elemento.

Possono essere utilizzati:

  • cesti;
  • sacche;
  • appendiabiti;
  • contenitori separati;
  • zone marcate.

In alcuni spettacoli il dresser deve inoltre ripristinare immediatamente la postazione perché lo stesso interprete tornerà a utilizzarla poco dopo.

Al termine della rappresentazione, tutti i pezzi vengono controllati, riordinati e sottoposti alle necessarie operazioni di pulizia o riparazione.

Il lavoro del reparto wardrobe comprende infatti non solo la vestizione, ma anche manutenzione e preparazione dei costumi per la replica successiva.

Sicurezza e imprevisti

La velocità non deve trasformare la zona backstage in uno spazio caotico.

Una postazione di cambio dovrebbe rimanere libera da cavi, oggetti e materiali non necessari. Il pavimento deve consentire movimenti sicuri anche quando l’interprete arriva con poca luce e con un livello elevato di attivazione fisica.

Particolare attenzione riguarda scarpe, gonne molto lunghe, elementi rigidi e chiusure che potrebbero impigliarsi.

Se qualcosa non funziona, esistono inoltre priorità diverse.

Una decorazione leggermente fuori posizione potrebbe non impedire il rientro in scena. Una scarpa non fissata o una chiusura strutturale non sicura, invece, può rappresentare un rischio.

Il reparto costumi deve quindi distinguere tra imperfezioni estetiche e problemi che rendono necessario fermarsi.

Anche per questo il dresser mantiene normalmente a disposizione materiali per piccoli interventi e segnala i costumi che richiedono riparazioni.

Il controllo finale prima dell’ingresso

Gli ultimi secondi non servono ad aggiungere freneticamente dettagli.

Servono a verificare gli elementi essenziali.

Il controllo può riguardare:

  • chiusure principali;
  • scarpe;
  • accessori indispensabili;
  • microfono;
  • libertà di movimento;
  • elementi che potrebbero cadere.

Una volta concluso il cambio, l’interprete deve inoltre passare immediatamente dalla logica tecnica alla scena.

Il pubblico non dovrebbe percepire ciò che è avvenuto dietro le quinte.

Un cambio perfettamente riuscito ma seguito da un ingresso affannato, con costume ancora sistemato con le mani, rende visibile il lavoro tecnico che avrebbe dovuto rimanere nascosto.

La preparazione comprende quindi anche gli ultimi istanti: chi conclude il controllo, quando l’interprete si libera dai dresser e quale percorso conduce al punto d’ingresso.

Un cambio costume rapido efficace non nasce dall’abilità di vestirsi freneticamente in pochi secondi.

Nasce da progettazione del costume, preset accurato, divisione dei compiti, prove e coordinamento.

Quando tutti questi elementi sono stati organizzati, un’operazione complessa può diventare sorprendentemente fluida. Lo spettatore vede un personaggio uscire dalla scena e, pochi istanti dopo, ne vede comparire uno nuovo.

Dietro quella trasformazione apparentemente immediata c’è una delle forme più precise e invisibili di lavoro di squadra del teatro dal vivo.


Pubblicato

in

da